
“Tesori del Fondo Antico” prosegue con un’esposizione su John Locke dal 28 ottobre 2026
Nella ricorrenza della scomparsa di John Locke (28 ottobre 1704) la Sala del Fondo Antico esporrà per un mese tre esemplari pregiati di alcuni dei suoi lavori più importanti.
Come ci segnala il Prof. Fulvio Mancuso (Associato di Storia del diritto medievale e moderno presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Internazionali dell’Università di Siena): «I fondamenti della conoscenza e i limiti del potere costituiscono i grandi interrogativi che attraversano il pensiero di John Locke (1632 - 1704), padre del liberalismo e protagonista della cultura europea in un secolo assai travagliato. Nel Saggio sull’intelletto umano, contro la dottrina delle idee innate, Locke riconduce la conoscenza all’esperienza: alla sensazione e alla riflessione della mente umana. Nella sua filosofia politica, il governo trae legittimità, all'origine, dal patto sociale e comunque dal consenso: esso è fonte di un potere finalizzato alla tutela dei diritti naturali fondamentali, quali la vita, la libertà e i beni degli individui. Quando il sovrano tradisce questo impegno, trasformando il mandato ricevuto in dominio arbitrario, il popolo può esercitare legittimamente il diritto di resistenza. L’edizione di Du gouvernement civil, pubblicata a Ginevra da Du Villard e Jaquier nel 1724, nella traduzione di David Mazel, apparsa inizialmente nel 1691, fu fondamentale per la circolazione ed il successo delle sue idee politiche nell'Europa continentale.
I Ragionamenti sopra la moneta, l’interesse del danaro, le finanze e il commercio, stampati a Firenze da Andrea Bonducci nel 1751, ci restituiscono la prima traduzione italiana degli scritti economici di Locke, curata da Giovan Francesco Pagnini e Angelo Tavanti, personaggi di spicco dell’amministrazione granducale. Le annotazioni e il Saggio sopra il giusto pregio delle cose, la giusta valuta della moneta e sopra il commercio dei Romani, aggiunti dai curatori, ne fanno un documento dell’incontro fra il dibattito inglese e la cultura economica toscana.
Questi libri raccontano così anche il lavoro di traduttori ed editori e, in definitiva, dei lettori, spesso illustri, che sposarono il suo pensiero o comunque ne furono influenzati».
L’esposizione intende offrire un contributo al dibattito su un Autore di rilievo decisivo nella storia del pensiero politico giuridico europeo, da leggere con piena consapevolezza del contesto in cui è maturata la sua riflessione.