Fondamenti romanistici del diritto europeo e Storia delle codificazioni moderne (II modulo)

Programma a.a. 2019/2020

Prof. Emanuele Stolfi

Propedeuticità

Storia del Diritto Romano.

Programma

Il corso mira a fornire un quadro dei caratteri di fondo dell'esperienza giuridica romana, soffermandosi soprattutto sul metodo di lavoro dei giuristi di età tardorepubblicana e imperiale, per seguire poi le principali rivisitazioni che i materiali del Corpus iuris civilis conobbero nel laboratorio medievale e in quello moderno, sino alle soglie delle codificazioni. Più specificamente, l'attenzione si concentrerà sulle tecniche di interpretazione, argomentazione e analisi casistica messe a punto nel contesto di un “diritto giurisprudenziale”, e stabilmente entrate nel nostro repertorio di strumenti concettuali e operativi. Al di là delle continuità o cesure che hanno interessato, sull'arco di due millenni, il regime degli istituti (soprattutto di diritto privato), saranno perciò affrontati vari profili attinenti al ragionamento giuridico: sul piano teorico e storico, senza trascurare i rapporti che nel tempo si sono delineati fra sapere dei giuristi e altre discipline (come la retorica, la dialettica e la logica). Un terreno privilegiato per seguire, nel concreto, le forme dell'elaborazione giurisprudenziale sarà poi costituito dall'interpretazione del contratto, con la connessa operatività di principi e categorie come equità, correttezza e buona fede (con un esame anche della figura a questa specularmente contrapposta, ossia il dolus malus in ambito negoziale).

Testi di riferimento

A) A. Schiavone (a cura di), Diritto privato romano. Un profilo storico, Einaudi, Torino, 2010 (seconda edizione), solo le pag. da 3 a 75, da 323 a 428;

nonché un testo a scelta fra

B1) E. Stolfi, Gli attrezzi del giurista. Introduzione alle pratiche discorsive del diritto, Giappichelli, Torino, 2018, solo le pag. da 17 a 218

oppure

B2) M. Brutti, Interpretare i contratti. La tradizione, le regole, Giappichelli, Torino, 2017, solo le pag. da 1 a 146

Nota bene

Riduzioni di programma per gli studenti (effettivamente) frequentanti saranno comunicate a lezione.

Forma dell’esame

L’esame si svolge esclusivamente in forma orale.

 

 

 

Programma a.a. 2018/2019

Prof. Emanuele Stolfi

Propedeuticità

Storia del Diritto Romano.

Il corso mira a fornire un quadro dei caratteri di fondo dell'esperienza giuridica romana, anche in chiave comparativa con altri diritti antichi (come quelli greci, e ateniese in particolare), soffermandosi soprattutto sul metodo di lavoro dei giuristi di età tardorepubblicana e imperiale, per seguire poi le principali rivisitazioni che i materiali del Corpus iuris civilis conobbero nel laboratorio medievale e in quello moderno, sino alle soglie delle codificazioni. Più specificamente, l'attenzione si concentrerà sulle tecniche di interpretazione, argomentazione e analisi casistica messe a punto nel contesto di un “diritto giurisprudenziale”, e stabilmente entrate nel nostro repertorio di strumenti concettuali e operativi. Al di là delle continuità o cesure che hanno interessato, sull'arco di due millenni, il regime degli istituti (soprattutto di diritto privato), saranno perciò affrontati vari profili attinenti al ragionamento giuridico: sul piano teorico e storico, senza trascurare i rapporti che nel tempo si sono delineati fra sapere dei giuristi e altre discipline (come la retorica, la dialettica e la logica). Un terreno privilegiato per seguire, nel concreto, le forme dell'elaborazione giurisprudenziale sarà poi costituito dall'interpretazione del contratto, con la connessa operatività di principi e categorie come equità, correttezza e buona fede (con un esame anche della figura a questa specularmente contrapposta, ossia il dolus malus in ambito negoziale).

Testi consigliati

A) Per gli studenti che non abbiano già superato (neppure in sede di “prova intermedia” del relativo corso) l'esame di “Diritti greci”:

1) A. Schiavone (a cura di), Diritto privato romano. Un profilo storico, Einaudi, Torino, 2010 (seconda edizione), solo le pag. da 3 a 75, da 323 a 428 (escluse le note);

2) M. Brutti, Interpretare i contratti. La tradizione, le regole, Giappichelli, Torino 2017, solo le pag. da 1 a 146 (escluse le note);

3) E. Stolfi, Introduzione allo studio dei diritti greci, Giappichelli, Torino, 2006, solo le pag. da 3 a 192 (escluse le note).

 

B) Per gli studenti che abbiano già superato (anche solo in sede di “prova intermedia” del relativo corso) l'esame di “Diritti greci”:

1) A. Schiavone (a cura di), Diritto privato romano. Un profilo storico, Einaudi, Torino, 2010 (seconda edizione), solo le pag. da 3 a 75, da 323 a 428 (escluse le note);

2) M. Brutti, Interpretare i contratti. La tradizione, le regole, Giappichelli, Torino 2017, solo le pag. da 1 a 146 (escluse le note).

Nota bene

I testi sopra indicati – due sub A), tre sub B) – sono da intendere non come alternativi: per il superamento dell’esame è necessario lo studio di tutti.

Riduzioni di programma per gli studenti frequentanti saranno comunicate a lezione: in linea di massima verrà escluso lo studio del libro di Brutti (testo n. 2).

Forma dell’esame

L’esame si svolge esclusivamente in forma orale.

 

 

Programma a.a 2017/2018

Prof. Emanuele Stolfi

 

Il corso mira a fornire un quadro dei caratteri di fondo dell'esperienza giuridica romana, anche in chiave comparativa con altri diritti antichi (come quelli greci, e ateniese in particolare), soffermandosi soprattutto sul suo carattere casistico e giurisprudenziale, per seguire poi le principali rielaborazioni che i materiali del Corpus iuris civilis conobbero nel laboratorio medievale e in quello moderno, sino alle soglie delle codificazioni. Più specificamente, l'attenzione si concentrerà sulle tecniche di costruzione e analisi casistica messe a punto dagli antichi iuris consulti in riferimento al tema – centrale nell'organizzare il diritto dei privati – degli accordi produttivi di vincoli obbligatori: per illustrare la loro emersione e definizione nel lavoro di magistrati e giuristi romani, e ripercorrere le continuità e (ancor più) le cesure che al riguardo possiamo registrare nei percorsi successivi, sino al superamento della tipicità contrattuale e al nuovo significato assegnato alla volontà degli individui in campo giuridico. Fra gli argomenti che verranno maggiormente approfonditi, e posti a confronto con gli sviluppi posteriori, saranno così le varie concezioni di contratto che si delinearono a Roma, il rapporto fra contratto e altre fonti delle obbligazioni, il ruolo attribuito alla conventio (accordo), la relazione fra contratto e patto, le forme di tutela processuale dei contratti e il rapporto fra tipicità (o atipicità) di questi ultimi e tipicità (o atipicità) delle azioni, le direttive di fondo in materia di interpretazione contrattuale e l'operatività di principi e categorie come equità, correttezza e buona fede (con un esame diacronico anche della figura a questa specularmente contrapposta, ossia il dolus malus in ambito negoziale).

Testi consigliati

A) Per gli studenti che non abbiano già superato (neppure in sede di “prova intermedia” del relativo corso) l'esame di “Diritti greci”:

1) A. SCHIAVONE (a cura di), Diritto privato romano. Un profilo storico, Einaudi, Torino, 2010 (seconda edizione), solo le pag. da 3 a 145, da 323 a 428;

2) C.A. CANNATA, Materiali per un corso di fondamenti del diritto europeo, volume II, Giappichelli, Torino, 2008, solo le pag. da 9 a 150, da 181 a 199 (escluse le note e con sola lettura delle parti scritte in corpo minore);

3) E. STOLFI, Introduzione allo studio dei diritti greci, Giappichelli, Torino, 2006, solo le pag. da 3 a 192.

B) Per gli studenti che abbiano già superato (anche solo in sede di “prova intermedia” del relativo corso) l'esame di “Diritti greci”:

1) A. SCHIAVONE (a cura di), Diritto privato romano. Un profilo storico, Einaudi, Torino, 2010 (seconda edizione), solo le pag. da 3 a 145, da 323 a 428;

2) C.A. CANNATA, Materiali per un corso di fondamenti del diritto europeo, volume II, Giappichelli, Torino, 2008, solo le pag. da 9 a 150, da 181 a 199 (escluse le note e con sola lettura delle parti scritte in corpo minore).

Nota bene

I testi sopra indicati – due sub A), tre sub B) – sono da intendere non come alternativi: per il superamento dell’esame è necessario lo studio di tutti.

Ulteriori riduzioni di programma per gli studenti frequentanti saranno comunicate a lezione (in linea di massima verrà escluso lo studio del libro di Cannata [testo n. 2]).

Forma dell’esame

L’esame si svolge esclusivamente in forma orale.