
Prosegue il ciclo “Tesori del Fondo Antico” con un’esposizione su Hugo Grotius dal 28 agosto 2026
Nella ricorrenza della scomparsa di Hugo Grotius (28 agosto 1645) la Sala del Fondo Antico esporrà per un mese un’edizione pregiata del De iure belli ac pacis. Grozio è considerato uno dei più grandi giuristi della storia e viene tradizionalmente ricordato come il capostipite del giusnaturalismo secentesco e uno dei fondatori del diritto internazionale moderno.
Fu giurista, diplomatico, storico, teologo e umanista della Repubblica delle Province Unite. Bambino prodigio, entrò all'Università di Leida a soli undicianni e ancora adolescente conseguì il titolo di dottore in legge ad Orléans. Condannato all’ergastolo nel 1619, fu rinchiuso nella fortezza di Loevestein, dalla quale riuscì ad evadere avventurosamente nel 1621, con l’aiuto della moglie Maria van Reigersbergen, nascosto in una grande cassa utilizzata per trasportare libri. Riparò poi a Parigi, dove nel 1625 pubblicò la sua opera più famosa: il De iure belli ac pacis.
Come ci segnala la Prof.ssa Tiziana Ferreri, Associata di Storia del diritto medievale e moderno del DISPI: «In quest’opera, licenziata nel 1625–e già nel 1626 compresa nell’Index librorum prohibitorum–Grozio elaborò una teoria sistematica del diritto naturale, della guerra giusta e delle relazioni tra gli Stati.
L’edizione posseduta dalla Biblioteca Circolo Giuridico –di cui si espongono qui due sezioni del frontespizio –non è una semplice ristampa, ma un’importante edizione commentata e filologicamente arricchita dell’opera groziana: realizzata ad Utrecht (Ultrajecti), in 3 volumi tra il 1696 e il 1703, tramanda il testo del De iure belli ac paciscorredato dai commentari di Willem van der Muelen, dalle annotazioni dell'autore tratte dalla sua ultima revisione e dalle note di Johann Friedrich Gronovius. La sua circolazione in ambienti universitari ne fa un'edizione di particolare rilievo per la storia del diritto internazionale e della cultura giuridico-politica europea.
Il frontespizio (antiporta) trasmette un’incisione allegorica particolarmente elaborata: al centro compare il medaglione con il busto di Grozio di profilo, l'iscrizione reca il titolo “Hugo Grotius De Jure Belli ac Pacis”. In basso si vedono le bilancedella giustizia, simbolo del diritto, il cartiglio reca il motto latino: “Jane, face aeternos, pacem pacisque ministros” (O Giano, rendi eterne la pace e i ministri della pace"), un verso tratto dai Fasti(I, 287) del poeta romano Ovidio».