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Storia del diritto medievale e moderno con particolare riferimento alle fonti del diritto pubblico

Programma a.a 2023/2024

Prof.ssa Floriana Colao

Contenuti

Il corso ha per oggetto la storia del diritto pubblico e delle fonti di produzione e cognizione del diritto in Europa, ed in particolare in Italia, dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.) all’età delle riforme dei prìncipi nel XVIII secolo. La storia del diritto pubblico in età altomedievale concerne l’evoluzione delle strutture istituzionali e di rilevanza politica operanti in seno agli ordinamenti giuridici europei a partire dalla formazione dei regni romano-barbarici nel corso del V secolo per poi approdare alla costituzione dei regni germanici (franco, longobardo) sino alla fondazione, tra VIII e IX secolo, dell’Impero carolingio ed allo sviluppo delle signorie territoriali di tipo feudale. Nel corso di tale periodo la fonte principale di produzione del diritto è sicuramente rappresentata dalla consuetudine, le cui norme si ricavano per lo più dai negozi di diritto privato e dagli atti processuali, mentre la legislazione e la scienza giuridica assumono un ruolo di secondaria importanza a motivo rispettivamente della scarsa incisività dei poteri giurisdizionali e della crisi generale che investì la cultura europea prima dell’XI secolo. Successivamente, ovvero tra il XII e il XV secolo, in un ampio contesto culturale sempre più ricco e articolato, si assiste alla formazione di un ordinamento politico-giuridico fondato sulle istituzioni universali del Papato e dell’Impero, ancorché privo di dimensioni territoriali di estensione continentale. In seno a tale ordinamento si svilupparono le istituzioni intermedie rappresentate da regni e principati e quelle minori costituite dai comuni e dalle corporazioni delle arti, particolarmente diffuse in Italia centro-settentrionale. In tale contesto le fonti normative si vennero articolando entro una gerarchia piuttosto eterogenea, che divenne estremamente complessa nella prima Età moderna con la disgregazione dell’unità politico-giuridica della Respublica Christianorum, fondata sull’Impero e sul Papato, a seguito formazione degli Stati nazionali e della Riforma protestante, sino a raggiungere una sistemazione più razionale ed organica con le riforme dei prìncipi nell’età dell’Illuminismo.

Testi di riferimento

Testo consigliato per l'età medievale: F.Calasso, “Medioevo del diritto”, Milano, Giuffrè, 1954, con esclusione delle pp. 197-207, 324-340, 378-389, 469-502, 597-628.
Testo consigliato per l'età moderna: G.S. Pene Vidari, "Storia del diritto. Età medievale e moderna", Torino, G.Giappichelli Editore, 2014, pp. 161-277.

Obiettivi formativi

Il corso, nato con la denominazione di “Storia del diritto” nelle Facoltà di Giurisprudenza del Lombardo-veneto e del Granducato di Toscana durante la prime metà del XIX secolo, fu esteso a tutte le Facoltà giuridiche del Regno d’Italia e poi della Repubblica con il nome di “Storia del diritto italiano”, sino ad assumere l’attuale denominazione (“Storia del diritto medievale e moderno”) agli inizi del XXI secolo. Ha sempre avuto il fine di fornire agli studenti di Giurisprudenza il bagaglio di conoscenze necessario per acquisire un’adeguata formazione storico-giuridica in vista dell’apprendimento delle discipline relative al diritto vigente in Italia ed attualmente anche in Europa.

Prerequisiti

Si richiede anzitutto la conoscenza, a grandi linee, della storia medievale e moderna quale si può acquisire dalla lettura di un qualsiasi manuale delle scuole medie superiori. Inoltre, è consigliabile possedere un complesso di nozioni fondamentali relative alla storia del diritto romano, specialmente in età tardo-antica (istituzioni politiche e strutture amministrative, leges e iura), che rendono più agevole la comprensione dei processi storici delle epoche successive a partire dai primi secoli dell’Alto Medioevo. Ovviamente la conoscenza del latino facilita l’apprendimento di molte nozioni e specialmente delle denominazioni delle fonti di cognizione, anche se il docente fornisce le traduzioni dei testi esaminati nel tenere le lezioni frontali e nel guidare le esercitazioni.

Metodi didattici

Le lezioni frontali hanno per oggetto anzitutto la descrizione del contesto storico sotto il profilo politico e socioeconomico entro il quale si sono sviluppati gli ordinamenti giuridici nelle diverse epoche. Le strutture degli ordinamenti e degli istituti giuridici sono illustrate con il ricorso ad una terminologia più tecnica, ancorché di facile comprensione. Le esercitazioni hanno per fine di agevolare l’interpretazione dei testi legislativi e dottrinali trascritti nei manuali, in modo da facilitare l’apprendimento di concetti e principi.

Modalità di verifica dell'apprendimento

La verifica si svolge mediante un esame orale condotto dal docente su tutti gli argomenti trattati nel corso.